giovedì 18 gennaio 2018

Scoprendo le note di... Alessandro Dionisi

Buonasera amici del web, qui è Mrs art's lover che scrive :) 

Da bambino allestiva una bancarella all’interno di un mercato e vendeva i suoi giocattoli, in età mautra ha scoperto il suo amore per la musica, grazie al wakman, la sua immaginazione non si è fermata e ha voluto trasformarla in realtà facendo della musica la sua professione. Si divide tra teatro e band e ha tanta voglia di fare. Di chi stiamo parlando? Oggi è la volta di Alessandro Dionisi di Radioattiva.

1.    Quando hai iniziato a suonare e perché?
Ho cominciato a suonare non prestissimo, prima ho ascoltato tanta musica, ero uno di quelli che prendeva il walkman e non lo spegneva mai.. Oddio, così sembro un po’ troppo vintage! Ahahahha, sempre W il walkman che mi dava la possibilità di ascoltare, viaggiare e fantasticare con la testa! Fate, elfi, mostri, reale, immaginario. Tutto vicino. 


2.     La musica è una fuga dalla realtà?
Qualche volta si, altre volte ci sei dentro e la vuoi cambiare. Dipende molto cosa ascolti: Pink Floyd sono irrazionali, una bella visione, un mondo oltre. I Linea 77 sono realtà e li sale adrenalina perché sei letteralmente incazzato!


3.    La musica, può salvare?
La musica ha il compito di salvare. La musica è terapia, qualcosa che non riesci a palpare ma di cui hai bisogno. La musica è cuore e sangue di molte culture. Basti pensare al blues delle origini, la musica africana, la musica del nostro meridione. Quindi è una grande comunità e di conseguenza deve essere condivisione, positività, cambiamento, amore!


4.    Parlaci del tuo primo lavoro in due righe
Il mio primo lavoro: da bambino quando arrivava l’estate, allestivo un mercatino e vendevo i miei vecchi giocattoli come alcuni fumetti, ma anche due pesche prese in casa, una vecchia tuta da ginnastica.

5.    Parlaci del tuo ultimo lavoro in due righe.
Sono immerso per due lavori teatrali: scrittura di Mediterranea, una storia legata all’immigrazione che riprende il primo singolo dei RadioAttiva (la mia band) e come coro in “Lisistrata” una commedia che Aristofane nel 411 a.c. Quest’ultima è riadattata ai giorni nostri osservando i due blocchi… La guerra fredda non è mai terminata.

6.    Cosa è cambiato tra il primo e l’ultimo?
Tra i due lavori molto… Mi divertivo più prima! Ahahahahahah

7.    Il tuo musicista preferito, perché?
Ce ne sono tanti… Anche qui dipende dallo stato in cui vivi, cosa vuoi ascoltare e per fortuna di musica ne ho sempre ascoltata molta fin da bambino. Potrei dirti Guns, Metallica, Radiohead, Bowie, Toll, Alice in Chain, Litfiba, Timoria, Bauhaus, ma Iggy Pop, Machine Head, Amy Winehouse, Garbage, Nirvana, Black Sabbath, Patty Pravo, Rolling Stones e Led Zeppelin rimarrebbero male, insieme a tanti altri!


8.    Come è cambiato il tuo lavoro con l’impatto del digitale
Il mio lavoro nella scrittura non è cambiato molto. Ho sempre con me un quaderno, una matita e una penna. In ogni caso con il digitale ho imparato poco alla volta. Scrivo più cose sul pc, per esempio i racconti. Le canzoni ancora no e non credo le scriverò sul pc. Perderei il mio lato istintivo. Il pc è più riflessivo, meno Rock!


9.    Tu e i social network?
Li controllo… Dipende che uso ne fai. Sono dell’idea che oggi siamo più liberi ma maggiormente controllati. Lungo discorso. Non bisogna allontanarsi dal reale. Per il resto L’informazione la cerco solo attraverso vari social non certo i tg a regime! Sono un divoratore di informazione attraverso i social! Su You Tube guardo molti documentari, vecchi film, concerti, cartoni della mia infanzia!


10. Cosa fai prima di suonare?
Sinceramente niente di particolare. Se sono live devo riscaldare la voce altrimenti le stecche coloreranno la serata. Prima delle prove mi rilasso. Spesso leggo. Amo la lettura quindi credo faccia maggiormente questo!


11. Ricevuti rifiuti? Come hai reagito?
Nella musica si! No, non l’ho mai presa male, assolutamente! Magari per un provino ci tenevo di più, ma fondamentalmente cresci soprattutto da un No!


12. Musa ispiratrice?
Lady Oscar! Amavo quel cartone!


13. Tu e il sociale? Cosa ne pensi?
Nel sociale sono impegnatissimo! Ho fatto servizio civile evitando di mettere una misera mimetica andando a sparare colpi come un bracconiere! Sono anti militarista convinto e pacifista! Oggi la politica si è mangiata letteralmente il sociale. Ci specula sopra. Lo monopolizza a proprio piacere.
D’altronde viviamo in uno stato oligarchico il cui fine è quello di non rispettare la costituzione. Non a caso il signorino di Rignano sull’Arno insieme alla sua amica di Laterina con nonno Verdini volevano spezzarla in due. La meritocrazia non esiste: si va avanti con le balle, la corruzione. La povertà arricchisce i grandi ricchi! Il popolo per anni è stato anestetizzato, sotto un regime mediatico subdolo che di volta in volta è diventato sempre più violento. Pochi giorni fa ho letto dei dati dove solo il 25% dei giovani oggi andrebbe a votare.  Hai presente The Walking Death? Siamo in quella fase: non le prime serie, ma quando gli zombie cominciano a scomparire e il controllo sul territorio diventa violento, cinico. La complicità oggi è tra l’aggressivo e lo zombi! Nel frattempo lassù a corte s’ingozzano e sbellicano dalle risate! Tutto questo è sociale!


14. Perché ascoltare la tua musica?
La mia musica è diretta, quindi m’auguro dia una scossa!

15. Descriviti in tre parole
Alto, testardo, carico.


16. Consigliaci un collega
Te ne consiglio due: Emiliano Guiducci e Maurizio Frangella. E’ come la storia su in alto dei Metallica e dei Rolling Stones!


17. Eventi futuri
Con i RadioAttiva darci sotto di brutto: quindi album, live, composizione. Con la redazione di Musa distorta crescere ma noto che stiamo seminando alla grande! Quando hai passione raccogli i frutti, non seccherai mai una pianta!  Nella vita viaggiare sempre!


18. Contatti
Alessandro Dionisi (fb) radioattiva (pag.band)
Alexnuvola (instagram) + radioattiva_rockitaliano
@radioattivarockitaliano (Twitter)


Le redazioni di Musa Distorta e In giro con l’arte ti ringraziano e ti augurano in bocca al lupo per i lavori futuri, siamo certi che saranno sempre un grande successo.




 

martedì 16 gennaio 2018

Pretty Little Liars - Recensione


Cari amici del web,
oggi vi parleremo di una serie che ha tenuto incollati milioni di persone sullo schermo, per sette lunghissimi anni. Un dramma thriller psicologico che, come una droga, ha condizionato le nostre giornate. Almeno le mie. Di cosa sto parlando? Pretty Little Liars. La serie tratta dall’omonima serie di libri scritti dalle magiche mani di Sara Shepard. Ecco qui la recensione per Musa distorta e In giro con l’arte:

Informazioni sulla serie:

Pretty Little Liars

Dramma, thriller psicologico.

Stagioni: 7 (l’ultima uscita da pochi giorni su Netflix)

Creatrice: Merlen King

Voto complessivo: 8

Lo sapete mantenere un segreto? Sì? Sperate di non incontrare mai nella vita un personaggio come A.
La trama parla di cinque ragazze del liceo capitanate dalla bella, ma altrettanto ambigua Alison Di Laurentis, attorno alla quale gira tutta la serie, nonostante la sua morte.
Il giorno della sua scomparta tutte le sue amiche ricevono un messaggio che innesca una sorta di bomba ad orologerie e una lotta contro il tempo che costringerà anche la più buona sulla faccia della terra, come Aria, a commettere le peggiori cose, andando anche contro le stesse amiche, a costo di proteggere il suo segreto.
Quale sarò? Non vi dico nulla eh!
Ma Aria non è l’unica a finire dentro la ragnatela del ragno. Presto la seguiranno anche Hanna, Spencer ed Emily. E tutte le persone che si avvicineranno a loro.
Questa cerchia di amiche costudisce numerosi e scioccanti segreti: tradimenti, omicidi, incidenti che messi a tacere, generano un susseguirsi di conseguenze disastrose e la fine di importanti rapporti.
La situazione, giorno per giorno, si ripercuote sull’intera comunità di Rosewood. E ogni protagonista spesso si ritrova ad essere un potenziale sospettato “A”.
Ci sono vari “camei”, ma forse è stato troppo l’azzardo della regista. Molte similitudini con altre serie del passato, come ad esempio: Gossip girl o Desperate housewife (le madri delle protagoniste si riuniscono spesso e volentieri, per capire cosa succede alle figlie).
La recitazione è di buon livello, anche se la trama a volte è così assurda che si finisce per pensare che si sta vedendo una serie grottesca. Tanta roba, troppa e di tutto.
Per non parlare della sesta e settima serie che per carità, ero così affezionata ai protagonisti che l’ho gradite entrambe, ma la trama poteva benissimo concludersi alla quinta. A mio avviso.
Devo dire che è molto interessante la gestione del mistero. Anche il più bravo detective riuscirebbe a capire chi è A. Io ci ho messo un po’… ma sono stata brava e attenta. La serie oltre che ad essere piena di elementi forvianti, è ricca di elementi che, se ben osservati, vi porteranno alla soluzione.
La serie può essere seguita da tutto il pubblico, non solo quello femminile, ma anche quello maschile che, oltre a rifarsi gli occhi, si intripperà il cervello.

Non vi dico di più perché sono la regina dello spoiler, ma se vi piacciono le serie ricche di complotti, misteri, sospance e a volte anche un po’ demenziale (vedi la ragazzina malata che Spencer incontra in un manicomio, stile Esorcista), questa è la serie che fa per voi. 

sabato 13 gennaio 2018

Scoprendo la penna di... Deborah Fasola

Buongiorno amici del web, qui è Mrs Art's lover che scrive e oggi vi parliamo di Lei. La "regina" dei romance, pubblicati sia con Grandi editori che auto-pubblicati, una damigiana piena di fantasia che si rigenera, ogni volta che la parola "fine" chiude un suo romanzo. Di chi parliamo? Deborah Fasola.
Ecco a voi l'intervista.


Quando hai iniziato a scrivere e perché.
Ero alle scuole medie e ricordo che amavo così tanto leggere che a un certo punto ho voluto scrivere quello che mi sarebbe piaciuto leggere. Diciamo che ho iniziato proprio per questo, per via della mia fantasia che scalpitava, per mettere nero su bianco emozioni e pensieri.



Scrivere è una fuga dalla realtà?
Decisamente sì. È entrare in un’altra realtà, esorcizzare i dolori, tirare fuori le emozioni, sentire di più, respirare di più, soffrire di più.
Scappare ma non farlo affatto, andare altrove, in un posto migliore, affrontando comunque ogni cosa.


Scrittura, lettura e dislessia, ci hai mai pensato?
Da educatrice mi son trovata spesso accanto a bambini dislessici e… volere è potere. Si può raggiungere la lettura anche con questo problema, e alle volte anche la scrittura. Penso che tutto sia possibile se seguiti adeguatamente.

Parlaci del tuo primo lavoro in due righe
Il primo è stato un lavoro di viscere, di pancia e di emozioni. Diciamo che avevo ancora molto da imparare, capire e sapere, proprio come ho ancora molto da imparare adesso. Allora però ero emozionata, andavo incontro all’ignoto, ero euforica. All’oggi è tutto più ridimensionato.

Parlaci del tuo ultimo lavoro in due righe
Il mio ultimo romanzo edito è una storia a cui tengo particolarmente perché tratta un argomento attuale molto delicato e importante, quello della malattia.
È inoltre una storia d’amore, un amore esteso però, un amore in tutte le sue forme.

Cosa è cambiato tra il primo e l’ultimo?
La maturità, ma anche la consapevolezza, in primis quella di avere ancora tanta strada da fare. La sola cosa che  non cambia mai è la voglia di continuare, le emozioni che provo, la necessità che mi spinge ad andare avanti.

Il tuo autore preferito, perché?
Non ho un preferito in senso stretto. Amo autori del calibro di Zafòn ma anche quelle rosa contemporanee come la Hoover. Amo moltissimi autrici italiane, soprattutto self. Amo la buona letteratura, le buon penne e quelle si nascondono ovunque, per fortuna.

Come è cambiato il tuo lavoro con l’impatto del digitale
E’ diventato più rapido, più immediato, più fruibile e più facilmente promuovibile. Direi tanto, quindi, anche il mio lavoro da editor ne ha piacevolmente risentito, è diventato più veloce e i contatti con gli autori più semplici.

Tu e i social network?
Amore e odio. Li adoro perché mi consentono di sentire e tenermi in contatto con chi amo e che magari è lontano, e per le persone splendide che mi hanno permesso di conoscere ma al tempo stesso trovo che abbiano preso troppo piede nella nostra quotidianità e mi manca quando era tutto “più reale”.

Cosa fai prima di scrivere?
Nessun rituale, a dire il vero, se non quello di liberare la mente e staccare il telefono. Poi mi lascio andare alla fantasia e alle emozioni e tutto si compie da sé.

Ricevuti rifiuti? Come hai reagito?
Non avendo mandato che poche volte i miei manoscritti a case editrici, no, sembrerà strano ma non ne ho mai ricevuti. Le Big con cui ho collaborato mi hanno cercata loro, salvo la prima volta con Rizzoli che mi ha subito dato risposta positiva, mentre per il resto, essendo una self, non sottopongo in visione a nessuno i miei romanzi e faccio tutto da me.



Musa ispiratrice?
Le mie emozioni, i miei sogni, alle volte i telefilm che amo e quello che mi fanno provare.
Ma soprattutto ciò che provo io, che sento, che sogno e che vorrei.

Tu e il sociale? Cosa ne pensi?
Sono poco sociale, nel senso che sono abbastanza una Lupa solitaria. Sto benissimo da sola e sono poco incline a riempire il mio prezioso tempo di solitudine con chiunque. Quando però sono con gli altri, sono decisamente di compagnia e trascino le situazioni e le serate, o giornate, condivise.

Perché leggere i tuoi libri?
Perché ci sono dentro io, tutta me stessa. Perché ci sono tante emozioni, ma soprattutto perché, nel mio piccolo, sono originali, o almeno così credo e mi dicono.

Descriviti in tre parole
Testarda, pessimista, stakanovista.

Consigliaci un collega
Una sola? E’ difficilissimo, ma se devo sceglierne una dico Roberta Volpi.

Eventi futuri
Sto lavorando a un nuovo romantic suspense, a metà tra lo young e il new adult e ho in programma almeno altre quattro pubblicazioni per questo 2018. Quindi tanti eventi in arrivo, che spero piaceranno a chi mi segue sempre con tanto affetto. E che ringrazio di cuore.


Contatti
Mi potete trovare sulla pagina Facebook al mio nome, oppure alla mail: deborah.fasola@libero.it.
Il mio sito invece è al link: http://deborahfasola2.wixsite.com/deborahfasola
Grazie di cuore per quest’intervista e per il vostro tempo, un caro saluto a tutti coloro che mi leggono e un abbraccio stretto a voi di Musa Distorta e In giro con l’arte!

Le redazioni di Musa Distorta e In giro con l’arte ti ringraziano e ti augurano in bocca al lupo per i lavori futuri, siamo certi che saranno sempre un grande successo.




 

venerdì 29 dicembre 2017

Stranger things - Recensione

Cari amici di Musa e In giro con l’arte,
oggi vi parlerò di una serie tv che ha fatto scalpore e che dopo essermi stata consegnata più e più volte ho deciso di guardare. Sto parlando di Stranger Things.


Informazioni sulla serie:

-          Stranger Things
-          Fantascienza/ Horror
-          Stagioni: 2
-          Creatore: Matt e Ross Duffer
-          Voto complessivo: 9

I protagonisti della serie sono quattro ragazzini appassionati del gioco di ruolo Dangerous and Dragons, sono dei veri nerd, quelli fuori da ogni gruppo e quelli presi di mira dai bulli della scuola.
Conducono una vita normalissima, fin quando Will, improvvisamente, scompare.
Pare che dentro il bosco si aggiri qualcosa di mostruoso che ha inseguito il ragazzino fino a casa, che lo abbia terrorizzato facendolo nascondere nel capanno degli attrezzi e che poi lo abbia fatto scomparire chi sa dove.
Dove si trova? È ancora vivo? Chi o cosa lo ha preso?

Queste sono le domande che ci si pone sin dal primo episodio e che non troveranno risposta fino all’ultima puntata, tenendo lo spettatore con gli occhi incollati allo schermo.

Durante la disperata ricerca della madre, aggiungerei una strepitosa Winona Ryder, incontreremo vari personaggi chiave della storia, come la piccola Eleven, una misteriosa ragazzina che racchiude in se un altrettanto inspiegabile e pericoloso potere.
Nella piccola città di Hawkins cominceranno a verificarsi strani episodi e molte vite si intrecceranno come quella di Nancy, sorella di Mike, e Jonathan, fratello di Will.

Oltre all’originalità della serie, che richiama molto gli anni 70’ e che è paragonabile a X-Files per il concatenarsi di eventi confusi e che portano lo spettatore a credere in un qualcosa che non è mai come sembra, ci ha lasciato senza parole la bravura egli attori.

Stranger Things è una serie che ti incolla letteralmente alla sedia per tanti motivi: il mondo di sotto ( a voi scoprire cosa sia), una misteriosa organizzazione che fa esperimenti illeciti e che apparentemente sembra poco originale, ma che alla fine lascia davvero senza parole, l’estrema curiosità nel cercare di capire dove sia finito Will e l’estrema attenzione dei suoi amici nel cercalo.  Non mancano di certo momenti di tensione, di terrore misti a quelli ironici che coinvolgono gli stessi protagonisti.

Non vi diciamo di più, anzi, vi rivolgiamo una domanda:

Cosa fareste se scopriste che c’è un mondo di sotto a quello in cui vivete? E che è peggiore di quello di sopra?


mercoledì 14 giugno 2017

Lo zaino è pronto, io no - Marco Lovisolo

Cari amici del web,
sono qui, un’altra volta, per parlarvi di un libro. Ok, conosco l’autore. O meglio, l’ho conosciuto prima a Milano, poi un po’ meglio a Torino. Alle fiere del libro che ormai sono tappe fisse anche per me. Ho acquistato questo libro per tre ragioni: a) lo compravano tutti, b) la copertina è carina, c) conosco Marco. Ragioni sbagliate. Lo so. Anzi, vorrei dirla tutta: mentre lo compravo ho pensato che mi sarei ritrovata a leggere una guida turistica. Una di quelle cose che io non amo molto. Perché? Perché quando vado in posti che non conosco mi piace perdermi e mi piace scoprire le cose da sola. Non mi piace fare molto la turista, piuttosto sono una persona che osserva il mondo dall'angolazione corretta.
Bene, il libro di Marco è un piccolo gioiellino che fa venire voglia di partire anche se lo zaino non è pronto. E rispecchia il mio modo di conoscere posti in cui non ho mai messo piede. Semplice, non programmato, senza le classiche guide che ti fanno vedere i posti più rinomati che, per me, nel tempo sono stati svalorizzati dal turismo e dai turisti.
Il libro di Marco è un viaggio divertente e introspettivo, che ti indica realtà, a volte anche un po’ crude e crudeli, che mai immagineresti e scopriresti in un viaggio programmato. Dico, divertente, perché lo stile di questo scrittore è ironico, ma mai offensivo e “superficiale”. Si definisce una persona dal cuore “duro”, ma non sono d’accordo. Lovisolo ha saputo cogliere valori e particolari che agli occhi di chi non ha una sensibilità particolare, sarebbero senz'altro sfuggiti. Li ha colti e li ha trasmetti alla sottoscritta. Ho pianto, dalle risate, ma anche dalla commozione.
Mi piace anche il modo in cui, ironico o meno, l’autore si è messo in discussione, auto-analizzando la sua persona, la sua personalità e il suo modo di vedere e giudicare le cose. Buffo è l’episodio in cui spiega che in un paese tanto lontano è impossibile mangiare una buona “carbonara”, per poi scoprire che questa convinzione è semplicemente superficiale e bigotta. A volte è più facile giudicarle le cose, piuttosto che viverle.
Ecco, proprio questo mi ha trasmesso Marco.
Nonostante attaccamenti, convinzioni e paure che abbiamo, nonostante la materia sconosciuta ci faccia molta paura, è importante avere coraggio e guardare il mondo, le cose o le persone che ci circondano, con gli occhi di chi le cose le vive, sulla propria pelle. E non per sentito dire.
Faccio i miei complimenti a Marco, per come è stato capace di descrivere ambientazioni, situazioni anche drammatiche, con una penna ironica, ma delicata e riflessiva nello stesso tempo. Una grande qualità che in pochi autori ho letto. Mi complimento con lui anche per aver avuto coraggio (che forse ancora io non ho) di intraprendere viaggi in solitaria. Viaggi non solo intesi come visite in posti sconosciuti, ma viaggi dell’anima, che spesso, sono quelli che temiamo di più, perché non sempre è tutto così bello che quello che scopriamo di noi, ma è intelligente, scoprirlo e migliorarlo.
Consiglio davvero di leggerlo a tutti, vi commuoverà, vi farà divertire, vi farà riflettere e vi insegnerà che i viaggi sono un’interminabile fonte di emozioni, scoperte e informazioni. Credo che Marco nelle sue lunghe camminate e insolite avventure, sia tornato a casa in mutande, ma con un tesoro prezioso di cui camperà sempre di rendita.
Aspetto il prossimo, mi è dispiaciuto chiuderlo oggi.
PS: è un libro estremamente sincero, ho apprezzato moltissimo anche questo.

mercoledì 31 maggio 2017

Marco Cibecchini e i suoi romanzi Erotici

Dopo il grande successo della fiera del libro di Firenze, tenutesi lo scorso febbraio, Marco Cibecchini torna a parlare dei se e dei suoi libri, questa accompagnato dalla collega e amica scrittrice Anna Meola.

 
Altea 
Altea è una fotomodella che vive a Firenze; dopo aver posato per la nuova campagna pubblicitaria di una famosa ditta di cosmetici, viene invitata al meeting di presentazione, lì conosce Bruno, il responsabile aziendale del coordinamento per la Toscana. È un bell'uomo alto con caratteristiche mediterranee, nascerà una relazione imperniata da forte attrazione sessuale. Altea giovane donna libera e spigliata, permetterà a Bruno di realizzare tutte quelle fantasie che Valentina sua moglie non gli ha mai concesso. Ma l’imprevedibilità del fato romperà gli equilibri, accadrà qualcosa che rimescolerà i ruoli dei personaggi. Se ne aggiungerà un altro Andrea, un affermato architetto di Milano riservato e un po’ misterioso che vive in compagnia del suo pastore tedesco, in una bella villa con piscina da lui progettata. Il suo ingresso sarà determinante per l’evoluzione della storia.


Oltre la scelta

Una giovane e bella donna viene rapita da un uomo e condotta in una cantina. Lei non ricca, non famosa, si angoscia nel tentativo di capire il perchè del rapimento. Si accorgerà ben presto che lo scopo è di natura sessuale estrema. In un crescendo che può lasciare sconcertati, il romanzo vive la storia attraverso i suoi occhi, le sue sensazioni, le sue sofferenze. Consigliata la lettura a persone adulte non eccessivamente sensibili.

martedì 9 maggio 2017

Favolette Morali - Eric Gentili


Amici del web,
appena terminato il libro di Enrico Gori, alias Eric Gentili. Avevo già letto qualche favola perché oggi lo devo presentare, ma non ho resistito. 
Al contrario di quanto può far sospettare il titolo, il libro è destinato anche a un pubblico adulto e a ragazzi dai dodici anni in su. Si tratta di una raccolta di favole brevi e lunghe accompagnate dalle illustrazione di Edoardo Gori, fratello dello scrittore.
Ho trovato queste favole schiette e a volte anche incredibilmente vere. In alcuni casi, mi hanno regalato speranza, altre volte rabbia, in quanto noi esseri umani ci perdiamo davvero in un bicchiere d’acqua.
Nel libro si spiega benissimo la nostra evoluzione, ma è davvero tale? 
Tutte le favole sono incentrate su sentimenti quali avidità, potere, cambiamento, evoluzione, egoismo, etichette sociali, e su quanto la pigrizia a volte non ci porta a vedere il vero lato delle cose. Spesso è più facile seguire la corrente che fermarsi a ragionare e vedere il giusto delle cose. 
Senza essere troppo pesante, Eric riesce a portare il lettore a riflettere bene su tante cose, su come nascono dei sentimenti, su come si fanno delle supposizioni e su quali conseguenze possano nascere quando si etichetta qualcuno.
I suoi studi lo hanno portato a essere riflessivo, a fermarsi, a analizzare ogni singolo sentimento positivo o negativo che sia e a frammentarlo completamente, fino a capirne e poi descriverne l’origine. 
In alcuni casi, certe storie mi hanno toccato da vicino, perché l’essere umano si attacca sempre di più a cose che sembrano esistere e darci benessere, ma si perde di vista la complessità dell’animo. Forse perché invece di evolvere, ci siamo impigriti davvero?
Vi invito a leggere queste favole che non sono tanto lontano dalla realtà e a soffermarvi un attimo per riflettere sul vero significato delle cose. Non si perde tempo. Ci si arricchisce.